Quando in un Auditorium gremito di preadolescenti vocianti irrompe il silenzio, l’effetto è meraviglioso. È riuscito in questo Attilio Facchini, autore del romanzo “Come un dente di leone”, che i ragazzi delle classi prime e seconde della scuola secondaria Gallo hanno letto nell’ambito dell’iniziativa Chiostri Schola.
Ha esordito con un gioco di sguardi e di strette di mano. Ha, poi, proposto l’incipit del grande romanzo Novecento, di Alessandro Baricco, e l’ Auditorium Claudio Abbado era già pronto a vivere il fascinoso viaggio. Due ore intense, di ascolto e partecipazione, sulle orme di eroi d’ogni genere, da Herry Potter a Dragobol a One Piece. E la musica: dalla sigle dei cartoni animati più amati a Johann Sebastian Bach. E, infine, nei meandri del suo romanzo: una storia di ragazzi normali e tuttavia speciali, proprio come i 155 ragazzi che hanno letto il libro e tempestato di domande l’autore.
Ogni storia, come la storia della nostra vita, ha un suo equilibrio. Ma come nella nostra vita, anche nei romanzi nessun equilibrio può mantenersi fino all’ultima pagina, non varrebbe la pena leggere se fosse così. La sfida è saper far fronte alle cose nuove che irrompono nelle nostre vite, come nelle pagine di un romanzo, ed essere disposti all’avventura. In questa vita niente è per sempre. Purtroppo. Ogni cosa, però si trasforma in qualcos’altro. E diventa più bella.
Il rapporto con i genitori, lo sguardo dei compagni, le cose che amiamo e le cose che odiamo, tutto questo può cambiare e trovare un equilibrio nuovo. Anche quando a rompere l’equilibrio iniziale è la malattia, la perdita di una persona cara, l’irrompere nella nostra mente e nel nostro cuore di domande enormi e senza risposte: che c’è dopo la morte?
Grandi temi, dunque, proposti con coraggio ma con una narrazione lieve che restituisce valore a quanto di più prezioso e originale i ragazzi possiedono: l’immaginazione.
Che cosa è un dente di leone? E’ un fiore che può volare via con un semplice soffio, ma forte e coraggioso.





















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