C’è un momento dell’anno in cui tutto si fa più intenso: le emozioni, gli sguardi, persino i silenzi. È il momento in cui inizia il percorso di continuità con i più piccoli, quell’incontro delicato e prezioso in cui due mondi si sfiorano: quello dei bambini che crescono e quello dei bambini che iniziano a spiccare i primi voli.
Noi maestre, con il cuore colmo di responsabilità e meraviglia, ci trasformiamo in aviatrici dei sogni, pronte a guidare piccoli equipaggi attraverso cieli inesplorati.
Entriamo nelle loro giornate e ci accolgono occhi che brillano di curiosità, occhi che scrutano, osservano, chiedono senza parlare.
Le loro manine piccole e laboriose si muovono, costruiscono, smontano, provano, cadono e si rialzano.
Il percorso di continuità non è solo un ponte tra due realtà, ma è un viaggio emotivo fatto di scoperte, di fiducia, di presenza.
Il percorso di continuità è un cielo condiviso, dove i bambini imparano a fidarsi e noi impariamo a lasciarli andare un po’ alla volta.
E allora ci ritroviamo lì, nei corridoi e nelle aule, tra colori, voci e profumo di carta, a essere guide, custodi e compagne di viaggio.
Con le tasche piene di sogni e il cuore pronto a battere ancora più forte, per ogni piccola stella che si prepara a brillare di una luce nuova.




















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