Martedì 16 dicembre, dalle ore 10:00 alle ore 12:00, gli studenti delle classi terze della Secondaria si sono ritrovati nell’auditorium C. Abbado per seguire un seminario sull’orientamento, a cura di Angela Bianca Saponari, docente del corso DAMS dell’Università degli Studi di Bari. La docente ha esordito facendo notare che il cinema è sicuramente il fondatore del linguaggio audiovisivo: con la sua struttura narrativa combina immagini e suoni. Sebbene inizialmente legato alla sala cinematografica, nel corso degli anni è diventato accessibile a più persone, negli anni ’90 con i DVD, successivamente, sbarcando su diverse piattaforme streaming. «Se non impariamo a decodificare un prodotto audiovisivo esso ci influenza» afferma la prof.ssa Saponari. Il mondo del cinema è un processo industriale lungo, complesso e impegnativo. Nel 1895 i fratelli Louis e Auguste Lumière inventano la cinematografia, nel 1927 viene introdotta la colonna sonora e negli anni ’50 il primo film a colori, infine, nel 2000, il cinema digitale. Spesso il regista decide di concludere il film con un finale aperto e con una morale più implicita, fidandosi dell’intelligenza dei propri spettatori. Se, invece, vuole donare al pubblico un senso di consolazione, il regista rende esplicito il finale, come per esempio nel capolavoro hollywoodiano “E.T.”, del 1982. Il film nasce da un’idea, che può basarsi su una storia vera, un videogioco, un libro, un fumetto, un fatto di cronaca, una biografia, oppure da un’idea originale. Ci sono diversi generi di film: animazione, western, commedia, drammatico, avventura, horror, sentimentale o poliziesco. La produzione di un film richiede un processo lungo e complesso: la prima fase di pre-produzione riguarda la scrittura, il soggetto, ovvero l’idea di base della storia che può essere originale, un adattamento o un remake. Poi, si definisce la scaletta, suddivisa in scene, con le azioni e i dialoghi tra i personaggi; segue la sceneggiatura, ossia la divisione in scene e i dialoghi, infine, lo storyboard con cui si mette in piedi la storia. Un personaggio, che con le azioni rende evidente la sua identità, suscita una precisa emozione da parte del pubblico, per questo si lavora a fondo in modo da rendere la sua personalità complessa e realista. Nell’ultima parte dell’incontro, la docente ha presentato i mestieri dell’industria audiovisiva contemporanea. È stato affascinante scoprire il ruolo del regista, dello sceneggiatore, del distributore, dello scenografo, del fotografo e del produttore, quest’ultimo da lei preferito.
Un seminario piacevolmente compartecipato, ricco di spunti di riflessione e di tante curiosità: «come nasce la sua passione?» – una delle tante. La sua passione nasce dalla visione di molteplici film visti, a partire dall’età infantile, in compagnia dei suoi genitori. Non potevamo concludere l’incontro parlando delle tante serie TV che noi ragazzi conosciamo e vediamo, considerandole specchio della nostra realtà. La docente non ci vieta di vederle ma ci fa capire l’importanza della loro decodifica, grazie anche al supporto degli adulti. Il miglior orientamento, conclude, si fa osservando il percorso delle persone che ci circondano, che possono diventare modelli validi da seguire. «La sfida vera è trovare il proprio talento e allo stesso tempo immergersi nello studio, conoscere infinite scene narrative di ogni genere, […] Il cinema, come ogni settore lavorativo, è un lavoro di squadra: nessuno prosegue da solo e va lontano».
Elena Lippolis

















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