Buon giorno a tutti.
Noi siamo i componenti del Consiglio degli Studenti della Scuola Secondaria dell’Istituto Gallo Positano. Rappresentiamo tutte le classi della nostra scuola e parleremo a nome di tutti i nostri compagni. Infatti, in occasioni come questa di oggi, il Consiglio degli Studenti si riunisce per mettere insieme il pensiero di tutti. Il documento che stiamo per leggere, dunque, è un pensiero collettivo e condiviso.
Questa volta, preparando questo intervento, ci siamo chiesti in primo luogo se avremmo dovuto ringraziare per aver avuto anche questa volta la possibilità di prendere la parola in una occasione tanto importante, giacché non è scontato che a ragazzi della nostra età si dia la parola.
Abbiamo discusso a lungo e abbiamo concluso che, forse, non dovremmo ringraziare perché per noi prendere la parola è un diritto ed è anche un dovere, è dovuto. Cioè si deve dare la parola a noi, e noi dobbiamo impegnarci ad esprimere il nostro pensiero soprattutto quando si celebra la Storia, perché la Storia è legata alla vita, non solo del passato ma anche del presente, e questa vita la viviamo anche noi. Perciò, questo spazio che stiamo occupando in questo momento ci è dovuto, soprattutto ci è dovuto l’ascolto e il nostro pensiero deve essere messo insieme al pensiero degli adulti.
Ma anche se non dovremmo ringraziare, noi abbiamo deciso di dire comunque Grazie a chi è qui e ci ascolta, per tante ragioni: prima di tutto perché – come abbiamo già detto – nonostante sia una cosa dovuta, non è affatto scontato che venga data la parola a ragazzi minorenni e, soprattutto, che il nostro pensiero sia davvero ascoltato.
In secondo luogo, ringraziamo – anche se non dovremmo – perché noi così abbiamo la possibilità di dire che vogliamo prendere la parola anche a nome di chi non vede riconosciuto questo diritto, e sono tante oggi nel mondo le persone che non hanno il diritto di essere ascoltate e non sono solo bambini e ragazzi. Vogliamo prendere la parola a nome delle tante persone a cui oggi non si chiede mai che cosa pensano, anche riguardo a ciò da cui dipende la loro stessa vita. Vogliamo prendere la parola anche a nome di chi ha paura di parlare, perché di fronte a quelli che hanno tanto potere sente di non contare nulla.
Un altro motivo per cui abbiamo deciso di ringraziare è che sono troppi quelli che parlano e non ringraziano. Noi, invece, vogliamo ringraziare sempre, anche se ci capita di non essere ascoltati, perché pensiamo che si dovrebbe ringraziare sempre, anche per ciò che ci è dovuto, finché tutto ciò che è dovuto a noi non sarà dovuto a tutti, come il diritto di parola.
Dal 25 aprile 1945 sono passati ottanta anni. Per noi sono tanti e fra quei giorni e i giorni che viviamo ci sono tante pagine di storia, che noi studiamo. Proprio per questo, perché studiamo, noi pensiamo che la storia stia tornando indietro. Difficile capire perché accade questo e che cos’è che fa tornare indietro la storia. Dobbiamo dire che tutto quello che studiamo ci fa venire delle domande a cui, proprio in occasioni come questa, vorremmo trovare delle risposte.
Anche studiando la geografia vediamo, per esempio, che i confini di cui oggi tanto si parla, sono solo linee. Per tutta la Storia e ancora oggi i confini vengono tracciati qui e lì senza che mai si chieda a chi dovrà vivere di qui o di lì che cosa ne pensi. Per tutta la storia i confini sono stati causa di guerre.
In realtà, come abbiamo detto in altre occasioni, i confini servono a riconoscere una Storia comune. Infatti, hanno questo valore, oggi, i confini dell’Europa unita e confini dentro l’Europa unita. Ma proprio questa è una delle cose su cui ci sembra che si stia tornando indietro.
Credete che non ci sia nulla che noi possiamo fare? È davvero come abbiamo detto prima: sono solo pochi potenti che decidono del presente e del futuro di tutti?
No, non è così. Il messaggio che viene dal 25 aprile del 1945 è un altro. Quel giorno non sono stati pochi potenti a cambiare le sorti dell’Italia, ma gli uomini, le donne e anche i ragazzi che lo hanno voluto. Tutti insieme hanno preso in mano l’Italia, l’hanno liberata da un passato che non volevano più e ne hanno fatto una Repubblica, una democrazia in cui tutte le persone contano.
Per questo il 25 aprile è una pagina di Storia davvero speciale, perché è scritta dalle persone come noi, non da pochi potenti.
Il vero Grazie, allora, va a loro, per la lezione che ci hanno lasciato, che è questa: tutti contano, se vogliono.















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